Marche, appello a rispettare il referendum
Amministratori marchigiani si rivolgono alla Regione16 dicembre 2011 Nessun Commento
Nell’ultima formulazione della proposta di legge regionale sulla riforma del sistema idrico integrato si pongono le basi per un eventuale aumento della tariffa dell’acqua pagata dai cittadini.
Rivolgiamo un accorato appello ai legislatori regionali affinchè si attivino per modificare l’art. 10 in sede di approvazione finale della legge.
I costi di monitoraggio della qualità dell’acqua e di risanamento ambientale dovrebbero essere finanziati con apposito fondo da parte della Regione, come previsto nell’iniziale proposta di legge, e non fatti ricadere sulla tariffa pagata dai cittadini, come nella versione modificata dalla IV Commissione assembleare permanente.
L’approvazione del 2° quesito referendario ha eliminato l’adeguata remunerazione del capitale investito dalla determinazione della tariffa del servizio idrico integrato: una modifica immediatamente efficace, come chiarito dalla Corte Costituzionale, che ha anche tenuto a specificare che la tariffa è determinata sulla sola base della “copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio”.
La Regione Marche, chiamata a legiferare sul riordino degli Ato, dovrebbe conseguentemente recepire tale enunciazione di principio.
Come d’altronde sarebbe tenuta ad intervenire adeguandosi allo spirito e all’indicazione del referendum di giugno, quando la volontà popolaresi è chiaramente espressa in difesa dell’acqua bene comune, sottraendola alle leggi del profitto e del mercato perchè sia garantito ed accessibile a tutti.
Come amministratori locali sosteniamo le battaglie dei Movimenti per l’Acqua Bene Comune: crediamo che quanto conquistato attraverso il referendum vada tutelato e consolidato a partire dai territori.
E’ necessario proseguire nel processo di ripubblicizzazione del servizio idrico, il cammino è quello indicato dal Comune di Napoli: dopo la modifica degli Statuti comunali, dopo l’espressione della volontà popolare nell’esito referendario, appare oggi più che mai necessario avviarci verso una gestione pubblica partecipata del servizio idrico: perchè l’acqua sia effettivamente riconosciuta come diritto universale, come bene comune.
Gilberto Maiolatesi – Assessore alle Politiche Ambientali, Ecologia Urbana e Politiche dell’Integrazione – Comune di Jesi (An), Enzo Valentini – Assessore all’Ambiente, Attività economiche e Politiche di integrazione sociale, cooperazione e sviluppo – Comune di Macerata, Ilaria Fava – Assessore alla Cultura,Rapporti con le Associazioni, Istruzione, Sanità e Partecipazione – Comune di Morro d’Alba (An), Gabriella Ciarlantini – Consigliere comunale Macerata, Emanuele Rossi – Consigliere comunale Fabriano (An)
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